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LA STORIA
 




 

 

 

 

       
 


...manifestare in silenzio e vestite di nero, con cartelli, sagomati a forma di mano, che dicono
"Stop the occupation", si diffonde spontaneamente in tutta Israele...














Come siamo nate

Noi Donne in Nero siamo nate in una piazza di Gerusalemme ovest nel gennaio 1988 (la prima intifada era appena all'inizio) dall'incontro di sette donne israeliane, tra cui la femminista e pacifista Hagar Roublev, che scelsero il silenzio e il nero come modalità per manifestare la loro dissociazione dalle scelte del governo israeliano di occupazione militare della Cisgiordania e di Gaza.
La loro pratica è mutuata, ma trasformata, da quella di donne di altri luoghi difficili del mondo: le donne sudafricane contro l'apartheid, le Madri di Plaza de Mayo che ogni settimana, in Argentina manifestavano e manifestano, per i loro figli e nipoti desaparecidos.


Come ci esprimiamo

L'idea di manifestare in silenzio e vestite di nero, con cartelli, sagomati a forma di mano, che dicono "Stop the occupation", si diffonde spontaneamente in tutta Israele. La forma di protesta simbolica - nonviolenta ma radicale - è semplice e le donne la possono attuare con facilità, senza spostarsi verso le città, portando con sé le bambine e i bambini, senza marciare, senza cantare. Il mezzo è il messaggio. Da allora, ogni venerdì per un'ora Donne in Nero continuano a manifestare a Gerusalemme Ovest e in altre città israeliane contro la violenza del proprio governo, per chiedere soluzioni politiche pacifiche e per testimoniare la loro speranza di pace. Dal 1988 iniziative di Donne in Nero si sono moltiplicate in altre città del mondo, da Tel aviv a Londra, da Haifa a Sidney, da Amterdam a Roma, da Belgrado a New York.

Il movimento internazionale

Noi Donne in Nero siamo diventate un movimento internazionale di donne, cittadine del mondo di varie nazionalità, e organizziamo sit-in per protestare nei nostri paesi contro la guerra, i conflitti tra i popoli, il militarismo, la produzione e il commercio delle armi, il razzismo, ogni forma di violenza alle donne.


Il movimento in Italia

Nell’estate del 1988 la Casa delle donne di Torino, il Centro di documentazione di Bologna e le donne dell'Associazione per la Pace organizzarono "Visitare i luoghi difficili", un viaggio a Gerusalemme. Scopo dell’iniziativa era tentare di realizzare qualcosa di concreto, mettere in pratica la solidarietà, lo scambio tra donne di diverse parti del mondo per tessere una tela di fili invisibili fatta di relazioni umane, riconoscere le disparità di vita, cominciare ad essere consapevoli di poter costruire una politica internazionale delle donne, superare confini, barriere, nazionalismi pur rimanendo radicate ciascuna nella propria realtà. Una ricerca comune per visitare non solo fisicamente i luoghi difficili, ma visitare anche i luoghi difficili della mente, della coscienza quello che è nascosto dalle nostre paure e dai pregiudizi, affrontare i nodi della violenza e della guerra, del dolore e dell’odio, dell’estraneità della passività per conoscere e riconoscersi.
Le 68 donne italiane che parteciparono all'iniziativa, nel mese di agosto del 1988 manifestarono insieme alle Donne in Nero e si sono incontrarono a Gerusalemme e nei territori occupati, con centinaia di donne palestinesi e israeliane per costruire insieme iniziative di pace e solidarietà.
Per dare continuità alle relazioni avviate con le donne israeliane e palestinesi, al ritorno in Italia, furono molti i progetti realizzati dai gruppi promotori dell’iniziativa o individualmente da donne che avevano partecipato al viaggio.

Le donne dell'Associazione per la Pace decisero di dare visibilità e voce alle donne palestinesi e israeliane contro l’occupazione militare costituendosi come gruppo di Donne in Nero in Italia. A partire da venerdì 1 settembre 1988 Donne in Nero hanno manifestato in molte piazze d’Italia aderendo spontaneamente ai contenuti del pacifismo, della nonviolenza, della ricerca del superamento del conflitto materiale ed emotivo.
Donne in Nero italiane sono state presenti con i loro corpi, le loro menti e i loro sentimenti per dare visibilità alle donne dei luoghi difficili e per una soluzione pacifica dei conflitti fra Israele e Palestina, nei Balcani, in Iraq, in Algeria, a sostegno delle donne in Afghanistan e delle donne kurde.

Per promuovere la diplomazia dal basso e la politica internazionale delle donne - come abbiamo sostenuto alla Conferenza di Pechino e nel Forum parallelo di Hairou del 1995, e come continuiamo a sostenere, insieme alle donne della Marcia mondiale - per essere libere da guerre, violenze, povertà.


 
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