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L’approccio di un individuo alla sfera sessuale, dipende da codici morali e religiosi, che condizionano significativamente fantasie e desideri. Se negli anni 50 il sesso prematrimoniale era considerato tabù, la parola d’ordine, oggi, si chiama Fetish.

Dalle passerelle di alta moda agli spot del caffè, è tutto un susseguirsi di corsetti, catene, corde e stiletti, che generano negli osservatori eccitazione e desiderio. Ma cosa si cela dietro questo sovversivo trend che fa del dolore un piacere e dell’umiliazione obbedienza? erotismo allo stato puro.

Feticish party per incontri sensuali

Agli occhi della società, i feticisti appaiono bizzarri, eccentrici, con gusti sessuali incomprensibili. Nella realtà dei fatti, invece, sono persone che si spogliano di ogni pregiudizio ed assaporano il vero piacere sessuale.

Per poter apprezzare questa sub-cultura, fatta di abiti in stile vittoriano, trucco elaborato e pulsioni irrefrenabili, bisogna però addentrarsi nelle sue viscere, magari partecipando ad uno dei tanti party a tema. Queste feste esclusive, fatte apposta per favorire piacevoli incontri per feticisti, sono un tripudio di sensualità, in cui ognuno indossa i panni di un alter ego, a volte dominante, a volte remissivo.

Le pratiche più apprezzate in tutto il mondo

Nel settore BDSM, le pratica che ottiene i maggiori consensi rimane il bondage, che va dall’uso delle manette all’arte del kimbaku. Mentre nel primo caso, però, il fine ultimo è sempre l’orgasmo, nel secondo l’attenzione viene puntata sulle corde, che scivolano strategicamente sull’ano, accarezzano i glutei, comprimono i seni e divaricano le cosce. In tali circostanze, l’appagamento sessuale non dipende certo dalla penetrazione, ma dal contesto, capace di gratificare esibizionisti e voyeur.

Il fenomeno “50 sfumature di grigio”, che ha sconvolto le menti dei benpensanti ed inumidito gli slip delle signore, ha fatto di Femdom e Maledom oggetto di curiosità. Tali pratiche prevedono un rapporto di venerazione verso una mistress o un master, donne e uomini dal fare autoritario, verso i quali mostrarsi arrendevoli e servizievoli.

La devozione degli schiavetti è calibrata sia sui loro desideri che su quelli dei padroni, fulcro di un piacere mentale indescrivibile. Questo gioco di ruoli non prevede quindi alcun abuso e, molto spesso, nessuna penetrazione.

Altra delizia del settore fetish è sicuramente il footworship, che fa dei piedi femminili la vagina del XXI secolo. Dietro l’interesse morboso per archi plantari e dita curate, si cela infatti un business imponente, che ha fatto guadagnare ben 55.000 £ alla modella Jessica Gould, con una sola foto postata su Instagram.

In verità, la fascinazione per i piedini non si limita ad una sorta di parzialismo, ma si espande in un interesse per calze, scarpe, suole, tacchi e cavigliere.

Slavenapping, la fantasia più estrema

Statisticamente, il 60% della popolazione ha fantasticato almeno una volta nella vita di essere vittima di rapimento. Un simile pensiero cela forse il desiderio inconscio di perdere potere decisionale, in modo da alleggerire il carico di responsabilità quotidiane.

Ma se per alcuni la fantasia rimane tale, per altri diventa realtà, grazie all’aiuto di mistress esperte nello slavenapping. La pianificazione dell’evento parte sempre da un colloquio preliminare tra le parti, in cui vengono stabiliti safeword e limiti, ma non le modalità della cattura.

Gli schiavi, prelevati con la forza e portati in ambienti dedicati, vengono sottoporli a facesitting, sculacciate, colate di cera calda (waxplay), frustate e momenti di oscurità, durante i quali la tensione viene amplificata immettendo nella stanza rumori inquietanti, come quelli di trapani e seghe elettriche.

Le prestazioni si concludono con il rilascio del committente, perfettamente in salute e visibilmente soddisfatto.