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Il pene umano in erezione ha mediamente una lunghezza di più di 13 centimetri. In presenza della cosiddetta micropenia o microfallia, invece, il membro in erezione non raggiunge i 7 centimetri. In quale caso si deve intervenire mediante chirurgia e quando servono gli esercizi di allungamento con o senza estensori?

Tre modi per allungare il pene

Come le donne hanno l’ossessione delle dimensioni del proprio seno, gli uomini misurano la loro virilità per mezzo della lunghezza del loro pene. Inutile ripetere all’infinito che le dimensioni non contano, vista la miriade di prodotti tra creme, pomate, estensori per pene e altri aggeggi per allungamento del membro per diventare Rocco, visto che probabilmente non si diventerà mai ricco e avere così la certezza di conquistare una donna. Eppure, sono poche appartenenti al genere femminile che ci fa caso se è lungo e grosso, a meno che non sia di dimensioni tali da temere veri e propri traumi vaginali. Non è piacevole andare in giro con la bagigia irritata e dolorante. Il fastidio si può descrivere a un uomo facendo immaginare di avere contemporaneamente le mutande che stringono nei testicoli e che entrano nella fessura del sedere. Però, ci sono dei casi, come un pene veramente piccolo, che non possono passare inosservati e, anche per il benessere psicologico, si consiglia la chirurgia per l’allungamento, mentre se si vogliono recuperare pochi centimetri, si procede mediante esercizi specifici con degli estensori trovabili anche su http://vivodisesso.info.

Pene e chirurgia, binomio vincente

Vediamo il caso chirurgico: si tratta di un intervento invasivo eseguito in regime di day-surgery ed esclusivamente su uomini sani, ovvero che non presentino patologie particolari soprattutto riguardanti l’apparato urogenitale. Il paziente verrà dimesso dopo qualche giorno dopo l’operazione e potrà riprendere le proprie attività dopo un paio di giorni di riposo. Prima dell’intervento, ovviamente, sarà necessario consultare un chirurgo plastico per valutare l’anatomia di pene e testicoli, esami specifici come esami del sangue, elettrocardiogramma ed ecografia della prostata, per escludere l’esistenza di una patologia chiamata ipertrofia prostatica. L’operazione viene definita plastica di allungamento del pene allo scopo di acquistare centimetri, si esegue in anestesia generale. Si incide tra i peli del pube e sul legamento sospensore, ovvero quello che collega l’organo al bacino per guadagnare 2 cm e facendo diventare visibile una parte dell’asta. Per concludere l’operazione, si esegue una plastica cutanea V-Y per modellare la pelle del pene allungato. I risultati sono visibili da subito, ma si sentirà dolore e fastidio, mentre ci si deve dimenticare di fare sesso per almeno un mese.

Allungamento del pene con gli estensori

Per chi sta immaginando al bisturi affilato che sfiora pericolosamente il proprio pistolino, è utile informarsi anche sull’estensore. Questo trattamento è in realtà una tecnica fisioterapica che non contempla nessuna forma di intervento invasivo, come può essere quello chirurgico. Gli estensori sono composti da due anelli fissati uno alla base e l’altro sotto il glande, uniti da lastre metalliche e regolati per tenere l’asta in trazione. Ovviamente, la trazione deve essere progressiva per evitare traumi gravi e strappi, proprio come gli estensori ortopedici per allungare le gambe e le braccia. Tuttavia, ci sono delle controindicazioni: gli esperti consigliano di praticare l’allungamento del pene con questo metodo per massimo 5-6 ore e fino a 6 mesi, non di più. E ‘stato provato che con questa metodologia si guadagnano 2 cm di lunghezza con pene a riposo e in erezione.

Sono utili gli esercizi per il pene?

Menzione particolare per gli esercizi ginnici, visto che sul web spopola la ginnastica per aumentare le dimensioni del pene, chiamata jelqing, ruler stretch e leg-tuck-pull stretch. Secondo questi seguaci, tutti uomini tra i 18 e i 35 anni, il membro diventare più lungo e largo. Certamente, questa pratica non è esente da rischi fisici quali gonfiore, irritazioni, abrasioni ed ecchimosi, disfunzioni sessuali e una maggiore esposizione alle malattie sessualmente trasmissibili. Insomma, se il proprio pisello deve andare in palestra a mettersi in forma, che lo faccia con un personal trainer che abbia una laurea in medicina e fisioterapia per evitare di ricorrere a interventi chirurgici e di provocarsi disfunzionalità per la troppa ginnastica.